“Ieri prigioniera, oggi Principessa. Derna indossa il suo abito da sposa”.

Bernard Selwan El-Khoury 11/12/2015
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“Ieri prigioniera, oggi Principessa. Derna indossa il suo abito da sposa”; è questo il bellissimo titolo di un articolo pubblicato dal sito libico Akhbar Libya 24 lo scorso 6 dicembre e tradotto da Cosmonitor.

(Traduzione) Nell’ultimo periodo, Derna ha indossato gli abiti da lutto, neri, in segno di tristezza e dolore per coloro che stavano uccidendo la sua storia prima che i su oi figli. Derna, la città della cultura e della bellezza, ha patito il controllo esercitato sulla città da parte dell’organizzazione terroristica ISIS, che ha maltrattato i suoi abitanti e li ha privati del loro diritto a una vita dignitosa sulla loro stessa terra. La poesia, l’arte e la letteratura erano considerati dei crimini per i quali l’organizzazione ISIS emetteva sentenze di morte, e nessuno aveva il diritto di esprimere il proprio parere e rifiutare la triste realtà imposta dall’organizzazione dello Stato Islamico.

Negli ultimi tempi, i bambini di Derna erano costretti a guardare i membri dell’organizzazione terroristica ISIS giustiziare numerosi ragazzi nel centro dello stadio comunale e nel cortile della vecchia moschea, seminando nelle loro menti l’idea che ciò che stavano compiendo era una jihad contro lo Stato infedele, secondo il loro linguaggio.

Derna, la capitale della cultura e della letteratura, è stata forzatamente assente dalla patria, ed eccola oggi che si ribella e torna con i suoi abiti più belli, indossando i vestiti dell’allegria e della gioia, per dire un’altra volta che non morirà e che i figli di domani la sostengono e la supportano per farla rinascere, dopo il controllo esercitato dalle milizie oppressive che hanno tentato di spegnere il lume della scienza e della letteratura in Libia.

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Oggi, questa nomina di Derna si sta quasi dissolvendo dal volto della città e dalle menti di molti che sono stati spaventati dalle azioni dell’ISIS nella città: tra questi, vi sono coloro che sono fuggiti dalla città e coloro che si sono barricati in casa per timore di uscire; e chi alzava la voce di fronte all’organizzazione, veniva ucciso nello stadio comunale e nel terreno della vecchia moschea.

E visto che nulla è per sempre, l’organizzazione dell’ISIS è arrivata al capolinea nella città dopo gli scontri tra questa e la brigata dei mujahidin di Abu Salim, e gli abitanti di Derna hanno riacquisito la loro libertà, la libertà d’espressione e la libertà di organizzare feste e festival.

È in queste circostanze che è stato organizzato il festival dei bambini a Derna, sotto lo slogan: “Sono loro la speranza: porta tuo figlio, che è lui la speranza”. Si tratta di un’iniziativa puramente sociale, finalizzata a tutelare i diritti dei bambini senza alcuna distinzione, e tenerli lontani dagli scontri politici o militari.

Questo festival, il primo del suo genere in questo periodo, ha l’obiettivo di spargere il sorriso e la gioia tra i bambini e le mamme, soprattutto alla luce delle condizioni che la città sta attraversando, dopo che alcuni giovani, intellettuali, attivisti, i boy scout e i giovani della Mezzaluna Rossa si sono accordati sul patrocinio di questo festival, a cui hanno partecipato circa 3000 bambini e bambine.

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Malik Astitah, uno dei supervisori del festival del bambino, ha dichiarato: “Questa attività è nata da un’idea e da un’azione puramente sociale, con l’obiettivo di garantire i diritti dei bambini, senza distinzione, e tenerli lontani dagli scontri politici e militari. Il nostro obiettivo è anche quello di far provare loro i sentimenti di pace e sicurezza, diffondendo lo spirito della speranza nei loro cuori e cercando di alleviarli dalle sofferenze psicologiche e sociali dovute alla guerra e alla migrazione. Il nostro obiettivo è anche quello di prenderci cura di loro in quanto sono una fetta importante della società, sostenendo le loro idee e promuovendo i loro talenti, per garantire loro il diritto alla partecipazione, lontano da qualsiasi politicizzazione e dalla strumentalizzazione dei bambini nei conflitti”.

Astitah ha poi aggiunto: “L’obiettivo del festival è far uscire i bambini dal clima di guerra e di scontri armati, riportandoli nell’atmosfera della scuola e della disciplina”, chiarendo che il festival si è rivolto principalmente ai bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni, vale a dire dalla prima elementare alle medie, e vi saranno altre attività sportive, culturali e sociali, per tenere lontani i bambini dalle strade.

Naser al-Du’aysi, giornalista, ha dichiarato: “Il festival del bambino organizzato a Derna, nello stadio di Darnis, è stato una sorpresa per tutti: vedere 3000 bambini uscire dalle loro case per partecipare a questo festival, in una città che sta combattendo l’ISIS, è una cosa che congela il cuore, ed è una resistenza solida da parte di chi ha subito la guerra, lo sfollamento e la chiusura delle scuole”.

Derna ha così dimostrato ai suoi abitanti che essi possono superare il calvario della guerra, e lo fanno sfidando la morte con festival e convegni all’interno della città, ha aggiunto Al-Du’aysi.

Darnis ruba la felicitĂ  alla guerra

Jamal al-Farikh, artista e attore, dichiara: “Cos’altro possiamo dire del festival se non che è un raggio di speranza che Derna torni a dare gioia a tutti i cittadini, anche coloro che hanno dubbi sul Consiglio della città e sull’autorità del cosiddetto Consiglio della Shura [dei Mujahidin di Derna, ndt]: questo festival è stato organizzato dai suoi giovani, nonostante questi altri”.

Al-Farikh ha aggiunto: “Il cittadino di Derna sta cercando con forza di riportare la sua città alla vita, nonostante alcune questioni non siano state ancora chiarite ma che lo saranno presto. I giovani organizzatori di questo festival stanno cercando di inviare un messaggio a coloro che si trovano nella città, prima che a coloro che si trovano fuori, dicendo che Derna non potrà che essere una città laica, sotto la bandiera di uno Stato laico, e culturale. Certo, vi sono alcune divergenze, ma i veri giovani, che stanno veramente lottando contro il terrorismo, questa volta sono lontani dai partiti e dai movimenti, e dicono no a qualsiasi cosa non rientri nell’idea di Derna come città laica. Gli abitanti della città vedono in questo festival il primo passo delle mille miglia che bisogna compiere senza sosta”.

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Abu ‘Abd al-Rahman, che ha partecipato con i suoi figli al festival, ha dichiarato: “All’inizio, lo dico con sincerità, non pensavamo che qualcuno avrebbe partecipato a questo festival, soprattutto noi grandi. Ma dopo aver visto l’insistenza degli organizzatori del festival e la loro determinazione per renderlo un successo, non ti nascondo che mi sono commosso fino a piangere, soprattutto dopo aver visto la gioia dei miei figli. Ciò che hanno fatto i ragazzi organizzatori del festival è una cosa che ci rende orgogliosi, soprattutto alla luce delle condizioni che la città sta vivendo”.

Il festival del bambino di Derna, in questa sua prima versione, si è tenuto dal 5 al 7 dicembre, nello stadio di Darnis, dalle ore 9 alle 12, sotto lo slogan: “Sono loro la speranza”, e prevede iniziative educative, culturali e d’intrattenimento, oltre ad altre attività come gare fisiche e intellettive, supervisionate dai boy scout e dalla Mezzaluna Rossa, e seminari per la sensibilizzazione e l’educazione a concetti come la pace, l’igiene pubblica, la tutela ambientale e il rispetto dei segnali stradali.

All’organizzazione del festival hanno partecipato numerose organizzazioni, sia in qualità di supervisori che di organizzatori, e le principali sono: il Consiglio locale di Derna, la Società dei Servizi Pubblici, lo stadio di Darnis, l’Ente per l’Istruzione di Derna, il Movimento generale degli Scout di Derna, la sezione di Derna della Mezzaluna Rossa, il Comitato libico per l’Assistenza – Derna, la compagnia aerea “Al-Buraq”, i negozi “Shanib” per i prodotti dedicati alle mamme e ai bambini, il gruppo giovanile “Shalletna”, incaricato di gestire l’ufficio stampa del festival, oltre a diversi movimenti giovanili attivi nel settore sociale e mediatico.

Il festival si chiuderĂ  con la distribuzione di premi per i bambini che hanno vinto le gare, e premi di partecipazione a tutti i bambini presenti; inoltre, verranno distribuiti 500 zaini scolastici.

Il primo giorno hanno partecipato al festival 1500 bambini, accompagnati dai loro famigliari e dai loro tutori. Il festival si è aperto alle ore 9:30 circa, dopo aver organizzato i bambini in fasce d’età. Dopo la lettura di alcuni versetti religiosi, sono state spese parole di elogio nei confronti del bambino defunto Muhammad Buhiya – Allah lo abbia in misericordia – uno dei bambini che aveva partecipato ai video di promozione del festival. Poi è stato intonato l’inno nazionale, e ha preso la parola il Comitato organizzatore.

Il secondo giorno ha visto la partecipazione di oltre 3000 bambini, e ciò ha dimostrato il desiderio di cambiamento da parte della popolazione di Derna e la volontà di cambiare la realtà imposta loro.

Quello di “Darnis” è uno stadio di calcio fondato nel 1958, a Derna, dedicato al campionato di prima categoria. Il nome dello stadio riprende l’antico nome di Derna, e quello della squadra di calcio “Darnis”, fondata nel 1934, e scioltasi nel 1939, quando Al-Hawari ‘Abd al-Hafidh Sasi creò un club polisportivo a Derna, che ospitava anche le attività culturali, e nel maggio del 1958, ottenne una seconda licenza per creare un nuovo club sportivo che chiamò “Darnis” (per far rinascere l’antica squadra di calcio).

In passato, l’organizzazione nota come “Stato Islamico” a Derna ha chiesto agli abitanti del quartiere attorno al club sportivo di Darnis di evacuare completamente gli edifici dello stadio, dove l’organizzazione voleva prendere postazione.

L’organizzazione aveva espresso la sua volontà di trasformare il club sportivo di Darnis in una sua sede ufficiale, dopo la distruzione della sede della polizia religiosa dell’organizzazione da parte dell’aviazione libica.


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