{"id":345,"date":"2013-04-11T18:46:40","date_gmt":"2013-04-11T18:46:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/?p=345"},"modified":"2013-04-11T18:46:40","modified_gmt":"2013-04-11T18:46:40","slug":"il-libano-e-il-conflitto-siriano-la-gestione-di-una-stabilita-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cosmonitor.ventuno.it\/en\/il-libano-e-il-conflitto-siriano-la-gestione-di-una-stabilita-fragile\/","title":{"rendered":"Il Libano e il conflitto siriano: la gestione di una stabilit\u00e0 fragile."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Aspenia_Online_Articoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1160\" src=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Aspenia_Online_Articoli-300x169.jpg\" alt=\"Aspenia_Online_Articoli\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a>(<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" title=\"Apri l'articolo originale\" href=\"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/aspenia-online\/article\/il-libano-e-il-conflitto-siriano-la-gestione-di-una-stabilit%C3%A0-fragile\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aspenia online<\/a><\/span>) &#8211; Il 22 marzo, l\u2019allora primo ministro libanese, Najib Mikati, ha presentato le sue dimissioni, facendo cadere un governo che da due anni faticava a governare il Paese. Due sono le principali ragioni che hanno portato Mikati a dimettersi: da un lato, il rifiuto da parte della coalizione filosiriana \u201c8 Marzo\u201d (di cui fa parte anche Hezbollah) di sostenerlo nel tentativo di formare un comitato di controllo elettorale; dall\u2019altro, il rifiuto, da parte della stessa coalizione di approvare l\u2019estensione del mandato del direttore generale delle Forze di Sicurezza interne, generale Ashraf Rifi. Non vi \u00e8 dubbio che le sue dimissioni andranno ad incidere sul precario equilibrio politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dimissioni di Mikati sono anche il risultato di intense pressioni da parte delle fazioni libanesi anti-siriane. La precaria neutralit\u00e0 ufficialmente mantenuta dall&#8217;esecutivo rispetto al conflitto in Siria, che ha prevalso con Mikati, potrebbe ora avere termine. Senza un&#8217;intesa nazionale potrebbero deteriorarsi ulteriormente i rapporti fra i sunniti e gli sciiti libanesi, tra la coalizione \u201c14 Marzo\u201d, guidata dal partito Al-Mustaqbal (Il Futuro) di Saad Hariri, e la coalizione \u201c8 Marzo\u201d. \u00c8 in tale contesto che potrebbero proliferare e consolidarsi i gi\u00e0 radicati gruppi sunniti pi\u00f9 oltranzisti d\u2019ispirazione salafita e jihadista. A tal proposito, il quotidiano libanese Al-Akhbar riferisce, in un articolo dell\u20198 aprile, dell\u2019arrivo a Beirut di una \u201cdelegazione\u201d di Al-Qaeda proveniente dalla Turchia, che avrebbe incontrato alcuni sceicchi salafiti e personaggi jihadisti, con l\u2019obiettivo di sostenere la jihad contro il regime siriano. Ci\u00f2 pone un nuovo e allarmante interrogativo sull\u2019estensione del movimento salafita e jihadista in Libano, alla luce del consolidamento della principale organizzazione jihadista attiva in Siria, il Fronte Al-Nusra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che le recenti provocazioni dello Sheikh Ahmad al-Asir \u2013 imam della moschea Bilal bin Rabah a Sidone, nel sud del paese, e figura di spicco del salafismo libanese \u2013 contro l\u2019organizzazione sciita di Hezbollah, abbiano alimentato timori che la guerra in Siria possa tracimare in Libano. Al-Asir e i suoi sostenitori chiedono con insistenza il disarmo del movimento sciita libanese, e di recente hanno organizzato sit-in e manifestazioni contro il Partito di Dio. L&#8217;esercito libanese, verso la fine di febbraio, \u00e8 stato schierato proprio nell&#8217;area di Sidone per scongiurare nuovi scontri in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte opposto, Hezbollah non ha mai nascosto il desiderio di modificare gli accordi di Taif del 1989, che formalmente posero fine alla guerra civile libanese. In un recente discorso, il leader Hasan Nasrallah ha proposto la formazione di un&#8217;Assemblea Costituente per elaborare una nuova Costituzione. \u00c8 evidente che un conflitto sull&#8217;ordine costituzionale potrebbe mettere a repentaglio l&#8217;intesa di Taif e rendere pi\u00f9 complesse le trattative per un accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo clima che il 6 aprile, il deputato sunnita Tammam Salam \u00e8 stato nominato primo ministro. La nomina avviene in un momento in cui il regime di Al-Assad \u00e8 naturalmente pi\u00f9 impegnato nel fronte interno piuttosto che a influenzare gli affari libanesi, con il rischio di indebolire Hezbollah. Il neoeletto premier, il primo a essere nominato indipendentemente da pressioni siriane, tuttavia, ha gi\u00e0 preso una prima posizione nei confronti degli apparati militari che non fanno direttamente capo allo Stato libanese e, riferendosi piuttosto chiaramente a Hezbollah, ha dichiarato che \u201cla decisione della guerra e della pace spetta soltanto allo Stato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nomina del nuovo premier non risolve di per s\u00e8 la crisi politica del paese, che il prossimo giugno sar\u00e0 chiamato alle urne per le elezioni legislative \u2013 anche se non si esclude che tali elezioni possano slittare di alcuni mesi \u2013 per cui rimane irrisolta la questione di quale legge elettorale debba essere utilizzata. Tuttavia, la nomina di Salam e la conseguente formazione dell\u2019esecutivo potrebbe davvero rappresentare una nuova fase della storia libanese: una sorta di \u201cnuovo Taif\u201d verso una durevole riconciliazione nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ostacoli pi\u00f9 evidenti sono quelli sul piano della sicurezza, dove persistono \u2013 e alla luce del conflitto siriano stanno anzi crescendo \u2013 le minacce alla stabilit\u00e0 del sud del Libano e alla stessa presenza del contingente internazionale di UNIFIL nella zona. I violenti combattimenti, anche settari, in corso in Siria stanno avendo gravi ripercussioni anche in Libano, dove si sono gi\u00e0 verificati scontri tra i sostenitori dei ribelli siriani e quelli di Al-Assad, in particolare nel nord, a Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente, anche il contingente italiano si \u00e8 detto preoccupato. Alla fine di marzo, il direttore dell\u2019Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Esterna (AISE), generale Adriano Santini, \u00e8 volato a Beirut (come segnala un\u2019agenzia de Il Velino dello scorso 29 marzo) per incontrare il comandante in capo delle Forze armate libanesi, il generale Jean Qahwaji, e il capo dei Servizi di Sicurezza militari, generale Edmond Fadel. L\u2019incontro si prefiggeva di esaminare le condizioni di sicurezza in cui operano in Libano i 1.100 soldati italiani del contingente UNIFIL e il rischio che esso diventi un bersaglio per eventuali attacchi jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019UNIFIL \u00e8 inoltre esposta alle critiche del governo israeliano, secondo cui la missione internazionale non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi, che originariamente includevano anche il disarmo di Hezbollah e degli altri gruppi armati. Ne ha parlato recentemente il consigliere del premier israeliano per la sicurezza nazionale, Yaakov Amidror, il quale, in un intervento presso l\u2019Universit\u00e0 di Tel Aviv, ha dichiarato che \u201cl\u2019armamento pesante di Hezbollah rappresenta un fallimento di UNIFIL\u201d. L\u2019esercito israeliano ha intanto fatto sapere che si sta addestrando per una nuova possibile occupazione del Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spiragli di cauto ottimismo, insomma, si inseriscono in un quadro che resta molto preoccupante e in una condizione di stabilit\u00e0 quantomeno fragile.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Aspenia online) &#8211; Il 22 marzo, l\u2019allora primo ministro libanese, Najib Mikati, ha presentato le sue dimissioni, facendo cadere un governo che da due anni <\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":1276,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[66,78,102,112],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Libano e il conflitto siriano: la gestione di una stabilit\u00e0 fragile.<\/title>\n<meta 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