{"id":1611,"date":"2015-04-08T11:45:13","date_gmt":"2015-04-08T10:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/?p=1611"},"modified":"2015-04-08T11:45:13","modified_gmt":"2015-04-08T10:45:13","slug":"raqqa-lo-stato-islamico-tra-sharia-e-affari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cosmonitor.ventuno.it\/en\/raqqa-lo-stato-islamico-tra-sharia-e-affari\/","title":{"rendered":"Raqqa, lo Stato Islamico tra sharia e affari."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Raqqa_2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1614 size-medium\" src=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Raqqa_2-300x200.jpg\" alt=\"Raqqa_2\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>(<a title=\"Apri la pagina web di Limes.\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/chi-ha-paura-del-califfo\/76623\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Limes<\/a>) &#8211; Kallinikos: \u00e8 questo il nome con cui era conosciuta nel III sec. a.C. la citt\u00e0 di Raqqa, nel nord della Siria, dal nome del suo fondatore, il re seleucide Seleuco II Callinico. Dopo essere diventata un forte militare romano e passata sotto il dominio bizantino, la citt\u00e0 fu conquistata, assieme a tutta la Siria, dall\u2019esercito musulmano guidato del secondo califfo dell\u2019Islam, \u2018Umar ibn al-Khattab, nel 639 d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per comprendere il forte valore simbolico di questa citt\u00e0 per l\u2019Islam in generale, e la corrente jihadista in particolare, bisogna prendere come riferimento il periodo tra il 796 e l\u2019809 d.C., durante il quale Raqqa fu la capitale <em>de facto <\/em>del Califfato abbaside guidato da Harun ar-Rashid. \u00c8 da qui, sulle rive dell\u2019Eufrate (Al-Furat, in arabo), che il Califfo Ar-Rashid conduceva le operazioni militari contro i bizantini, i <em>Rum, <\/em>ed \u00e8 qui che il nuovo auto-proclamato Califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico (IS), ha fondato la prima entit\u00e0 statuale dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raqqa \u00e8 stata la prima citt\u00e0 a cadere sotto il controllo di quelle che nel marzo 2013 erano ancora definite \u201cforze ribelli siriane\u201d, e ci\u00f2 le valse il titolo di \u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.alweeam.com.sa\/289209\/%D8%A3%D9%8A%D9%86-%D8%AA%D8%B9%D9%84%D9%85%D8%AA-%D8%AF%D8%A7%D8%B9%D8%B4-%D8%A7%D8%AF%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D9%85%D8%A4%D8%B3%D8%B3%D8%A7%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D9%88%D9%84%D8%A9-%D8%9F\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sposa della Rivoluzione<\/a><\/span>\u201d. Oggi sono passati esattamente due anni dalla liberazione della citt\u00e0 dalle forze di Al-Asad. La citt\u00e0 fu conquistata dai militanti del Fronte <em>Al-Nusra, <\/em>l\u2019ala ufficiale di Al-Qaeda in Siria, e da altri gruppi, che per celebrare la loro vittoria demolirono la statua dell\u2019ex presidente siriano Hafiz al-Asad, padre dell\u2019attuale presidente Basshar, nella piazza centrale della citt\u00e0, la stessa che oggi i militanti dell\u2019IS utilizzano per esibire le teste mozzate dei loro nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come primo provvedimento, questi gruppi iniziarono ad applicare la <em>sharia, <\/em>la legge islamica, nella citt\u00e0. Dopo pochi mesi, l\u2019allora ISIS (Stato Islamico nell\u2019Iraq e nello Sham &#8211; Levante), in lotta contro il principale gruppo jihadista antagonista sulla scena siriana \u2013 <em>Al-Nusra <\/em>\u2013 cominci\u00f2 a intensificare le sue operazioni contro i miliziani di questo gruppo e le comunit\u00e0 non islamiche di Raqqa. Gi\u00e0 nel gennaio 2014, l\u2019ISIS esercitava il pieno controllo militare e amministrativo di Raqqa, ad eccezione della base della 17^ Divisione dell\u2019esercito siriano. La base fu conquistata il 25 luglio dello scorso anno: i miliziani dello Stato Islamico fecero irruzione nel campo, decapitarono numerosi soldati, le cui teste furono esibite nella stessa piazza dove era stata demolita la statua di Hafiz al-Asad. Questo episodio, fortemente ripreso dalla propaganda jihadista dell\u2019IS, ha sancito il pieno controllo che l\u2019organizzazione ha assunto di Raqqa, trasformandola in una vera e propria citt\u00e0-Stato, bersaglio da allora dei raid lanciati dalla coalizione arabo-statunitense contro l\u2019IS. Con una popolazione di un milione di persone, dopo la conquista dell\u2019IS gli abitanti di Raqqa sono diventati 400.000 circa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019applicazione della sharia, il corpus giuridico islamico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE pensare che eravamo noti per non essere praticanti, ironia della sorte\u201d, ha dichiarato un residente di Al-Tabqa, vicino a Raqqa, citato in un articolo di Sarah Birke, corrispondente di <em>The Economist <\/em>dal Vicino Oriente, apparso su <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/archives\/2015\/feb\/05\/how-isis-rules\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The New York Review of Books (NYRB)<\/a><\/span>. La prima misura imposta dall\u2019ISIS agli abitanti rimasti a Raqqa \u00e8 stata, non a caso, la pratica rigorosa della religione. Per fare ci\u00f2, l\u2019organizzazione jihadista ha preso il controllo di tutte le moschee, imposto ai \u201cfedeli\u201d di pregare cinque volte al giorno e ai commercianti di chiudere i negozi durante gli orari di preghiera, e invitato, alla loro maniera, i cittadini \u2013 giovanissimi e non \u2013 a partecipare ai numerosi incontri religiosi e di propaganda organizzati dall\u2019ISIS negli edifici della citt\u00e0 trasformati in centri di preghiera e propaganda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019IS ha istituito a Raqqa nuovi tribunali, basati sulla <em>sharia, <\/em>forze di polizia che ne garantiscono l\u2019applicazione e apparati che gestiscono l\u2019economia, un aspetto fondamentale per la sopravvivenza dello Stato. Inoltre, l\u2019IS amministra a Raqqa il settore educativo, sanitario, dell\u2019elettricit\u00e0 e delle telecomunicazioni, nonostante alcuni servizi siano ancora garantiti dal Governo siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alla rigida e salafita interpretazione della legge islamica da parte dell\u2019IS a Raqqa, le donne hanno l\u2019obbligo di indossare il <em>niqab, <\/em>il velo integrale islamico che lascia scoperti soltanto gli occhi, gli uomini non possono indossare magliette con sopra dei disegni, pena l\u2019accusa di idolatria, il fumo \u2013 di sigarette, narghil\u00e8 o altro genere \u2013 \u00e8 proibito. Recentemente, l\u2019IS ha anche imposto alle donne la compagnia di un uomo <em>mahram, <\/em>che secondo la <em>sharia <\/em>deve essere un parente, di sangue o acquisito, per poter uscire in citt\u00e0. Due donne della citt\u00e0 hanno riferito che sono gli sceicchi sauditi dell\u2019IS a Raqqa a valutare l\u2019entit\u00e0 delle trasgressioni morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dichiarato alla CNN dall\u2019attivista di Raqqa Abu Ibrahim al-Raqqawi, nome fittizio di uno dei fondatori del gruppo di attivisti anti-IS \u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.raqqa-sl.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raqqa Is <span style=\"color: #0000ff;\">Being<\/span> Slaughtered Silently<\/a><\/span>\u201d, qui i membri dell\u2019IS obbligano i cittadini a donare il sangue, prezioso oggi pi\u00f9 che mai per l\u2019organizzazione di Al-Baghdadi, soggetta a pesanti raid aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019amministrazione in stile IS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 principalmente sulla repressione che lo Stato Islamico ha basato e continua a basare il suo potere politico, militare e amministrativo. Simbolo di questo \u201cStato del terrore\u201d \u00e8 la piazza centrale di Raqqa, in passato nota come \u201cPiazza del Paradiso\u201d, oggi chiamata \u201cPiazza dell\u2019Inferno\u201d, in cui l\u2019IS esibisce i cadaveri e le teste mozzate di chi ha trasgredito. Una repressione che i vertici dell\u2019IS applicano anche nei confronti dei <em>foregin fighters <\/em>che cercano di defezionare, giustiziandoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raqqa ha rappresentato fino ad oggi un modello amministrativo per lo Stato Islamico, sotto gli aspetti giuridici, religiosi, educativi, militari e, soprattutto, economici. A Raqqa, l\u2019IS si \u00e8 assunto l\u2019onere, dopo la conquista della citt\u00e0, di garantire servizi che spetterebbero allo Stato come la corrente elettrica e l\u2019acqua, il versamento degli stipendi e la viabilit\u00e0, e gestire i forni, le banche, le scuole, i tribunali e le moschee. Raqqa rappresenta il modello di vita ideale per l\u2019IS, sotto il regime di un Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, \u00e8 qui che l\u2019organizzazione guidata da Al-Baghdadi ha sperimentato e messo in atto un sistema di tassazione che garantisce importanti introiti alle casse del Califfato. Un commerciante di Raqqa, fuggito verso il sud della Turchia, ha raccontato a NYRB che l\u2019organizzazione raccoglie la <em>zakat, <\/em>l\u2019elemosina rituale prevista dall\u2019Islam, pari al 2,5% dei guadagni, oltre a una tassa mensile pari a 1.500 lire siriani (7 euro circa). Inoltre, l\u2019IS ha imposto a Raqqa una tassa di 400 lire siriane (2 euro circa) al mese per le linee telefoniche. Questo denaro serve anche a \u201cstipendiare\u201d i membri dello Stato Islamico \u2013 sia civili che militari \u2013 retribuiti con una somma che va dai 400 ai 600 dollari al mese, pi\u00f9 che sufficienti in un\u2019area relativamente povera come quella della Siria nord-orientale. Come segnala il quotidiano saudita <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.alweeam.com.sa\/289209\/%D8%A3%D9%8A%D9%86-%D8%AA%D8%B9%D9%84%D9%85%D8%AA-%D8%AF%D8%A7%D8%B9%D8%B4-%D8%A7%D8%AF%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D9%85%D8%A4%D8%B3%D8%B3%D8%A7%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D9%88%D9%84%D8%A9-%D8%9F\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Weeam<\/a><\/span><em>, <\/em>l\u2019IS ha fondato a Raqqa un\u2019istituzione dedicata al versamento degli stipendi ai combattenti e ai dipendenti civili, nota come \u201cBayt al-Mal\u201d, letteralmente \u201cLa Casa dei Soldi\u201d, la versione jihadista del Ministero delle Finanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile misurare con esattezza il livello di supporto sociale di cui l\u2019IS gode a Raqqa, sia perch\u00e9 i cittadini rimasti nella citt\u00e0 \u2013 per la stragrande maggioranza musulmani sunniti \u2013 non hanno avuto altra scelta che giurare fedelt\u00e0 ad Al-Baghdadi, sia perch\u00e9 a Raqqa \u00e8 mancato uno scenario iracheno, in cui i gruppi sunniti si sono alleati con la formazione jihadista contro il governo a guida sciita. Inizialmente, gli abitanti locali si sono pi\u00f9 volte lamentati delle eccessive misure adottate dallo Stato Islamico a Raqqa, ma alcuni si sono compiaciuti del fatto che, nonostante il rigore dell\u2019IS, in citt\u00e0 non vi erano pi\u00f9 corruzione e caos: si tratta per lo pi\u00f9 di persone che hanno in qualche modo tratto beneficio economico dalla presenza dell\u2019IS a Raqqa. Al riguardo, un uomo d\u2019affari di Raqqa, che ora vive in Turchia, ha affermato che, nonostante fosse contrario all\u2019IS e alla sua ideologia, riusciva a spedire le sue merci attraverso i territori controllati dall\u2019IS con pi\u00f9 facilit\u00e0, per l\u2019assenza di tangenti lungo i checkpoints. \u201cLa gente ha paura di loro\u201d, ha raccontato ad <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/middleeast\/2015\/01\/raqqa-sad-life-isil-201511110501184890.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Jazeera<\/a> <\/span>Zubair, uno studente di 27 che ha lasciato Raqqa alcuni mesi fa, ma che \u00e8 in contatto con i suoi parenti, ed ha aggiunto: \u201cLa vita a Raqqa \u00e8 molto triste: manca ogni tipo di servizio, e se cammini per la strada in prossimit\u00e0 degli orari di preghiera, non puoi tirarti indietro: gli uomini dell\u2019IS ti costringono a entrare in moschea e pregare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rafforzare il controllo su Raqqa, l\u2019IS ha iniziato lo scorso anno a intensificare le pressioni e le intimidazioni agli attivisti mediatici locali, per indurli al silenzio. A numerosi attivisti sono arrivati messaggi come: \u201cVi daremo un biglietto per l\u2019inferno\u201d scrive <a href=\"http:\/\/www.elaph.com\/Web\/news\/2013\/11\/847350.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Elaph<\/span><\/a>. Per sfuggire a queste restrizioni sulla libert\u00e0 di espressione, numerosi attivisti mediatici hanno lasciato Raqqa alla volta della vicina Turchia. Sono questi \u201cgiornalisti improvvisati\u201d a rappresentare la principale fonte d\u2019informazione per i media occidentali riguardo a quanto sta accadendo nella citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pragmatismo dei leader dell\u2019IS a Raqqa si \u00e8 palesato chiaramente nell\u2019amministrazione dei servizi municipali. Al riguardo, l\u2019IS ha \u201cassunto\u201d esperti tecnici nei vari settori, sostituendosi al governo di Damasco nella fornitura di servizi e posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019IS ha permesso agli insegnanti delle scuole di continuare ad esercitare la propria professione, intervenendo per\u00f2 sul percorso degli studi, eliminando materie come la chimica, la filosofia e la lingua francese, ed introducendo le materie islamiche. Nell\u2019ambito sanitario, l\u2019IS ha sostituito i medici degli ospedali di Raqqa con i propri dottori, definiti \u201cEmiri di medicina generale\u201d. Inoltre, seguendo il modello delle due polizie religiose (la <em>Hisba <\/em>per gli uomini, la Brigata <em>Al-Khansa <\/em>per le donne), all\u2019interno degli ospedali l\u2019IS ha imposto la separazione tra uomini e donne, introducendo l\u2019obbligo del <em>niqab <\/em>alle donne e alle dottoresse, che possono curare soltanto pazienti di sesso femminile. Tuttavia, come segnala il quotidiano saudita <a href=\"http:\/\/www.alweeam.com.sa\/289209\/%D8%A3%D9%8A%D9%86-%D8%AA%D8%B9%D9%84%D9%85%D8%AA-%D8%AF%D8%A7%D8%B9%D8%B4-%D8%A7%D8%AF%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D9%85%D8%A4%D8%B3%D8%B3%D8%A7%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D9%88%D9%84%D8%A9-%D8%9F\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Al-Weeam<em>, <\/em><\/span><\/a>l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019IS nell\u2019amministrare Raqqa \u00e8 stata anche quella di mantenere alcuni funzionari locali che ieri lavoravano per lo Stato siriano e che oggi sono al servizio dello Stato Islamico, portando con s\u00e9 un bagaglio tecnico e conoscitivo che l\u2019organizzazione di Al-Baghdadi ha saputo sfruttare per amministrare, in pochi mesi, una provincia. Ci\u00f2 non ha impedito all\u2019IS di richiamare a Raqqa esperti dal Nord Africa e dall\u2019Europa, come nel caso di un tunisino laureato in telecomunicazioni, il quale ha lasciato la Tunisia per unirsi all\u2019IS a Raqqa, e qui \u00e8 stato nominato responsabile del settore delle telecomunicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per facilitare il controllo del territorio, l\u2019IS ha diviso l\u2019area amministrativa di Raqqa in settori e localit\u00e0, come confermano alcuni abitanti locali a <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.syriadeeply.org\/articles\/2014\/11\/6388\/isis-restructures-raqqa-ruling-system\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Syria Deeply<\/a><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mantenere il controllo del territorio, l\u2019IS adotta metodi intimidatori e repressivi, tipici di qualsiasi regime. Numerosi attivisti siriani che si oppongono all\u2019ideologia jihadista dell\u2019IS, e che sono fuggiti in Turchia o in altri paesi, paragonano spesso i metodi repressivi dell\u2019IS a quelli del regime di Basshar al-Asad, in particolare nell\u2019ambito del monitoraggio della popolazione. Non avendo l\u2019IS, fino ad oggi, la possibilit\u00e0 di intercettare i telefoni e il traffico Internet, che rimane prerogativa del regime di Damasco, l\u2019organizzazione jihadista ha dispiegato nella citt\u00e0 di Raqqa molti suoi uomini incaricati di sorvegliare i cittadini e i loro telefonini. Molti abitanti della citt\u00e0 hanno rivelato a NYRB di aver cancellato foto e musica dai propri <em>smartphones <\/em>per paura di essere arrestati dagli uomini dell\u2019IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Raqqa, raccontano alcuni abitanti<em>, <\/em>i negozi vendono apparecchiature elettroniche e, in particolare, connessioni internet satellitari, l\u2019unico modo per navigare sul web. Abu Hamza, siriano, ex membro dell\u2019apparato d\u2019intelligence dell\u2019IS, ha riferito a NYRB che tra i reclutatori dell\u2019IS a Raqqa vi era un cittadino islandese esperto in video-editing, ed era uno dei responsabili della produzione di filmati professionali utilizzati per il reclutamento e per intimidire l\u2019audience occidentale. Secondo Abu Hamza, a Raqqa ci sarebbero anche cittadini cinesi esperti di droni e hackers egiziani tra le fila dell\u2019IS. Un\u2019informazione confermata al quotidiano saudita <em>Al-Weeam <\/em>da fonti di Raqqa, secondo cui l\u2019IS gestisce nella citt\u00e0 tre fabbriche di armi e missili, impiegando scienziati stranieri, compreso un musulmano cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, gli ultimi raid aerei condotti dalla coalizione arabo-occidentale contro l\u2019IS a Raqqa, che si sono intensificati dopo l\u2019uccisione del pilota giordano arso vivo, hanno intaccato la fiducia dell\u2019organizzazione nell\u2019amministrare Raqqa come fosse una citt\u00e0 in pace, creando seri problemi alla fornitura di beni primari come l\u2019acqua e la corrente elettrica. In questo senso, i raid aerei sembrano provocare maggiori danni alla capacit\u00e0 amministrativa dell\u2019IS piuttosto che alla sua forza militare. Questi raid hanno anche colpito un settore vitale per la sopravvivenza statale dell\u2019IS: le raffinerie petrolifere, principale fonte di finanziamento dell\u2019organizzazione. Inoltre, questi raid, raccontano testimoni di Raqqa a NYRB<em>, <\/em>hanno reso la leadership dell\u2019IS pi\u00f9 tesa e paranoica, che ha iniziato a ordinare ai propri uomini di rapire e arrestare le persone in modo indiscriminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Raqqa, l\u2019IS gestisce anche numerose prigioni, in cui detiene le persone accusate di vari crimini e in procinto di essere punite secondo la <em>sharia. <\/em>Lo scorso anno, riferisce <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/alhayat.com\/Details\/583800\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Hayat<\/a><\/span><em>, Amnesty International <\/em>ha accusato l\u2019IS di torture e omicidi ai danni dei detenuti presenti nelle carceri controllate dall\u2019organizzazione jihadista nel nord della Siria, e in particolare nell\u2019area di Raqqa. L\u2019IS non risparmia i bambini. Due ex detenuti hanno riferito ad <em>Al-Hayat<\/em> di aver sentito le urla di una ragazza di 14 anni, presa a frustate mentre veniva interrogata. I centri di detenzione dell\u2019IS sarebbero sette, tutti nella provincia di Raqqa, alcuni dei quali si trovano nella sede della provincia, nella direzione della motorizzazione e in un impianto petrolifero nell\u2019area di Al-\u2018Akirshi. Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa di Amnesty International, ha dichiarato che a Raqqa sono all\u2019ordine del giorno torture ed esecuzioni, e i cittadini che una volta erano vittime della brutalit\u00e0 del regime, oggi sono ostaggio della violenza dell\u2019IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La struttura dell\u2019IS a Raqqa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Raqqa.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1613 size-medium\" src=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Raqqa-300x171.png\" alt=\"Raqqa\" width=\"300\" height=\"171\" \/><\/a>I vertici dell\u2019IS a Raqqa hanno creato, negli ultimi due anni, una struttura gerarchica dell\u2019organizzazione, basata sulla disciplina e la lealt\u00e0 ai leader. Abu Hamza <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/archives\/2015\/feb\/05\/how-isis-rules\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha svelato alla giornalista Sarah Birke<\/a><\/span>, nel sud della Turchia, che l\u2019organizzazione a Raqqa dispone di un vertice composto da una ventina di comandanti, che guidano l\u2019ala militare e quella civile dell\u2019IS. Alcuni leader sono responsabili delle forze militari e di sicurezza dell\u2019IS, mentre i Ministeri civili sono retti, appunto, da Ministri nominati <em>ad hoc <\/em>dall\u2019organizzazione jihadista. Come le altre province siriane controllate dall\u2019IS, anche Raqqa ha il suo Emiro, il leader locale, dal quale dipendono dei delegati militari e civili che amministrano la citt\u00e0. Come in un vero e proprio Stato, l\u2019IS ha separato a Raqqa l\u2019apparato militare da quello amministrativo, nominando Emiri e Vice Emiri per entrambi i settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura piramidale dell\u2019IS ha al suo vertice il Califfo \u2013 Al-Baghdadi \u2013 che in quanto tale esercita pieni poteri sulla comunit\u00e0, ed \u00e8 un leader religioso e politico che gode del beneficio della <em>bay\u2019a, <\/em>il giuramento di fedelt\u00e0 da parte dei membri dell\u2019IS. Lo Stato Islamico \u00e8 poi composto da diversi \u201cministeri\u201d, che in ambito jihadista hanno nomi diversi, ma che sostanzialmente rispecchiano i tradizionali dicasteri occidentali, e sono: il Consiglio della Shura (Majlis al-Shura), che equivale al Consiglio dei Ministri, un Comitato consultivo, di cui fanno parte i leader locali, i comandanti e gli Emiri, il Comitato della Sharia, che si occupa di tutti gli aspetti legislativi, il Comitato Mediatico, che diffonde l\u2019ideologia salafita-jihadista e i comunicati ufficiali, la \u201cCasa del Denaro\u201d (Bayt al-Mal), una sorte di Ministero delle Finanze, il Consiglio di Sicurezza, un vero e proprio apparato d\u2019intelligence, il Consiglio Militare, equiparabile al Ministero della Difesa, e il Dipartimento per la Divisione Amministrativa, che si occupa di dividere per settori e province il territorio dello Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il finanziamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne le fonti di finanziamento dello Stato Islamico, un lungo studio pubblicato sul sito di <span style=\"color: #0000ff;\"><em><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/studies.aljazeera.net\/files\/isil\/2014\/11\/2014112363816513973.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Jazeera<\/a> <\/em><\/span>individua otto fonti in particolare. Le donazioni e i contributi: si tratta di donazioni fatte da soggetti privati, associazioni e organizzazioni; secondo diverse fonti mediatiche, numerosi personaggi degli Emirati Arabi avrebbero fatto donazioni all\u2019IS. La <em>zakat: <\/em>si tratta dell\u2019elemosina rituale che ogni fedele musulmano deve fare; solitamente viene raccolta nelle moschee in tutto il mondo, e le destinazioni dei proventi non sono mai chiare. I riscatti. I servizi pubblici e privati: l\u2019IS ha preso il controllo di tutti i servizi pubblici e privati come ospedali, ristoranti, corrente elettrica e acqua, ricavando ingenti somme di denaro dallo sfruttamento di questi servizi. Le risorse naturali, principalmente petrolio e gas. Le tasse e le imposte: vi sono quelle che devono essere versate dai commercianti, artigiani e agricoltori musulmani, e quelle che devono essere versate dai non musulmani per non essere uccisi (questa imposta si chiama <em>jizya<\/em>). Il denaro del governo: l\u2019IS ha trafugato le banche e gli edifici governativi, facendo proprio il denaro presente all\u2019interno. L\u2019agricoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricongiungimenti famigliari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In funzione dell\u2019idea di Stato vero e proprio, la leadership dell\u2019IS ha esortato, negli ultimi due anni, i <em>mujahidin <\/em>stranieri \u2013 i <em>foreign fighters <\/em>\u2013 a trasferirsi a Raqqa assieme alle proprie famiglie o sposare donne siriane o straniere, traendo in questo modo diversi benefici. Lo Stato Islamico, ad esempio, mette a disposizione dei combattenti abitazioni private e garantisce alle vedove un sostegno materiale, pari a 100 dollari per la donna e altrettanti per ogni figlio. Per quanto riguarda le abitazioni, si tratta di case sequestrate agli abitanti locali non sunniti e ai dipendenti statali fuggiti da Raqqa. Per rafforzare il controllo del territorio e cercare di creare maggiore consenso, l\u2019IS ha fatto ricorso ai legami famigliari. L\u2019attivista siriano Abu Ibrahim al-Raqqawi ha riferito ad <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.alwatanvoice.com\/arabic\/news\/2015\/02\/26\/669302.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Watan<\/a><\/span> che fino ad oggi sono stati registrati 270 casi di matrimoni imposti alle donne di Raqqa dall\u2019IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/aranews.org\/2015\/02\/%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%82%D8%A7%D8%AA%D9%84%D9%88%D9%86-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D8%AC%D8%A7%D9%86%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%AA%D9%86%D8%B8%D9%8A%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D9%88%D9%84%D8%A9-%D9%8A%D8%B1%D8%AD\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Aranews <\/span><\/a>ha riferito che nelle scorse settimane, le famiglie dei combattenti stranieri dell\u2019IS che si trovano a Jarabulus, nel nord della Siria a confine con la Turchia, hanno abbandonato la citt\u00e0 alla volta di Raqqa. L\u2019attivista Hisam Husein ha dichiarato ad Aranews che alcune di queste famiglie sono andate in Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le nuove generazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come confermato da tutte le fonti aperte consultate e dalle fonti locali citate dai media, a Raqqa l\u2019IS sta ponendo la massima attenzione sulle nuove generazioni. In particolare, gli addestratori dell\u2019IS stanno formando i bambini e i ragazzi alla dottrina islamica salafita e all\u2019utilizzo delle armi. Riguardo all\u2019addestramento militare, Abu Ibrahim Raqqawi, attivista del gruppo anti-IS \u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.raqqa-sl.com\/en\/?p=692\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raqqa Is Being Slaughtered Silently\u201d, ha riferito<\/a><\/span> che nella provincia di Raqqa vi sono almeno tre campi di addestramento ideologico e militare riservati ai bambini e ai ragazzi molto giovani, detti \u201cleoncini\u201d in ambito jihadista: i campi Al-Khalifa e Al-Faruk, nella citt\u00e0 di Raqqa, e quello di Al-Sharia, ad Al-Tabqa. Raqqawi ha affermato che spesso i genitori di questi ragazzi sono obbligati a mandare i loro figli in questi campi, per i quali percepiscono un onorario di oltre 200 dollari. Oltre all\u2019ideologia jihadista e all\u2019uso delle armi, ai \u201cleoncini\u201d della <em>jihad <\/em>vengono impartite lezioni di religione e arti marziali, proprio come accade nelle fasi di addestramento dei <em>mujahidin <\/em>adulti. Nel campo Al-Faruk, i bambini vengono addestrati anche a decapitare le vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime settimane, l\u2019IS ha inaugurato due scuole inglesi a Raqqa: una per studenti di sesso maschile, l\u2019altra di sesso femminile. Come si legge in un comunicato, in inglese, stampato e distribuito a Raqqa dall\u2019IS, la scuola maschile si chiama \u201cScuola Abu Mus\u2019ab al-Zarqawi\u201d, in onore del fondatore dell\u2019organizzazione jihadista nota come \u201cStato Islamico in Iraq\u201d, realt\u00e0 embrionale dell\u2019IS, e quella femminile si chiama \u201cScuola Aisha\u201d. Possono accedere a queste scuole i ragazzi di et\u00e0 compresa fra i 6 e i 14 anni. L\u2019audience a cui si riferisce l\u2019IS in questo caso \u00e8 rappresentata dai giovani figli dei <em>foreign fighters, <\/em>che non possono ancora comprendere l\u2019arabo. Dunque, vengono loro impartire lezioni di religione, dottrina islamica, diritto, matematica e inglese. Sono previste anche ore di lingua araba. Le scuole sono gestite da un certo Abu Muhammad, come si apprende da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/english.alarabiya.net\/en\/perspective\/features\/2015\/02\/24\/ISIS-opens-English-language-schools-in-Syria-s-Raqqa-report-.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Al-Arabiya<\/a><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai bambini al di sotto dei 13 anni, riferisce <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/2015\/feb\/21\/islamic-state-capital-raqqa-syria-isis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Guardian<\/a><em>, <\/em><\/span>\u00e8 vietato lavorare, e stanno crescendo alla vista quotidiana di <em>mujahidin, <\/em>armi e violenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dentro l\u2019IS a Raqqa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mesi scorsi, <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AUjHb4C7b94\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vice News<\/a><\/span> ha pubblicato un documentario esclusivo girato nel giugno 2014 a Raqqa dal reporter Medyan Dairieh. Il documentario, la cui visione \u00e8 consigliata ai lettori, \u00e8 utile per comprendere in che modo l\u2019IS amministra la citt\u00e0. Tuttavia, risulta distorto dalla propaganda dell\u2019organizzazione, il cui centro mediatico \u2013 l\u2019ufficio stampa \u2013 ha organizzato e gestito il tour mediatico del reporter di Vice News, non lasciandogli alternative. Il documentario dimostra l\u2019attenzione dell\u2019IS ad esercitare il controllo sulla popolazione sfruttando le moschee, luoghi in cui invitano a ribadire il giuramento di fedelt\u00e0 al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Un secondo aspetto che emerge dal documentario, e che conferma quanto finora descritto, \u00e8 la formazione ideologica delle nuove generazioni, in particolare dei bambini. Nel video appare un <em>foreign fighter <\/em>arabo che ha lasciato il Belgio e si \u00e8 recato a Raqqa con la sua famiglia. Abdullah il Belga, questo il suo nome di battaglia, ha addestrato suo figlio Abdullah ad adottare un linguaggio jihadista e odiare \u201cgli infedeli dell\u2019Europa, perch\u00e9 uccidono i musulmani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La posizione strategica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raqqa, oltre al suo valore simbolico, si trova in una localit\u00e0 strategica per l\u2019IS, essendo vicina al confine con la Turchia e in prossimit\u00e0 dei territori iracheni sotto il controllo dell\u2019organizzazione. Per questo motivo, e per la sua trasformazione in una citt\u00e0-Stato, Raqqa pu\u00f2 essere considerata ad oggi la capitale <em>de facto <\/em>dello Stato Islamico di Al-Baghdadi, come lo fu ai tempi del Califfo abbaside Harun ar-Rashid. Lo conferma a <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/archives\/2015\/feb\/05\/how-isis-rules\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The New York Review of Books<\/a> <\/span>Sarmad Jilani, esule siriano in Turchia, coordinatore del gruppo anti-IS \u201cRaqqa Is Being Slaughtered Silently\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli edifici occupati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ISIS ha trasformato in propri centri di controllo amministrativo i principali edifici di Raqqa, come il palazzo del governatore, il municipio e la Chiesa Armeno-Cattolica dei Martiri, trasformata nel Centro della Da\u2019wa (Predicazione e Propaganda), ed esercita il proprio controllo su aree estese attorno alla citt\u00e0, compresi alcuni campi petroliferi. Molte di queste postazioni sono state obiettivo dell\u2019aviazione statunitense e dei suoi alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerazioni conclusive<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni siriani ascoltati dalla giornalista Sarah Birke hanno affermato che non possono fare altro che resistere in silenzio. I cittadini di Raqqa che per le strade sono costretti a rispettare le rigide norme dell\u2019IS, all\u2019interno delle proprie abitazioni criticano, a voce bassa, l\u2019organizzazione di Al-Baghdadi, guardano programmi televisivi non-islamici e ascoltano la musica. Ad oggi, per i sunniti siriani le alternative al regime siriano sono due: il vuoto di potere o l\u2019IS, come confermato da Abu Hamza. Tuttavia, le fila dell\u2019IS cominciano a mostrare segni di cedimento, soprattutto dopo l\u2019intensificazione dei raid aerei, seguiti alla barbara uccisione del pilota giordano arso vivo dall\u2019IS. Attivisti del gruppo \u201cRaqqa Is Being Slaughtered Silently\u201d, citati da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.thetimes.co.uk\/tto\/news\/world\/middleeast\/iraq\/article4359692.ece\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Times<\/a><\/span><em>, <\/em>hanno riferito che alcuni membri dell\u2019IS a Raqqa cercano di rubare le carte d\u2019identit\u00e0 ai cittadini, per falsificarle e usarle per fuggire in Turchia o nelle aree non soggette al controllo dell\u2019IS. Gli stessi attivisti parlano di tensioni all\u2019interno dell\u2019organizzazione tra i combattenti iracheni e quelli provenienti dalla Penisola Arabica, aggiungendo che i <em>foreign fighters <\/em>europei sono spesso sospettati di essere potenziali spie legate alle agenzie d\u2019intelligence occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print\/?source=homepage&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cosmonitor.com%2Fsite%2F2015%2F04%2F08%2Fraqqa-lo-stato-islamico-tra-sharia-e-affari%2F\" target=\"_blank\" rel=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print\/?source=homepage&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cosmonitor.com%2Fsite%2F2015%2F04%2F08%2Fraqqa-lo-stato-islamico-tra-sharia-e-affari%2F noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1591\" src=\"http:\/\/www.cosmonitor.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Scarica_PDF.png\" alt=\"Scarica_PDF\" width=\"150\" height=\"70\" 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