ISIS nel Nord Africa e Sahel: la diffidenza di Mokhtar Belmokhtar e le divisioni di “Al-Mourabitoun”.

Ludovica Cascone 18/05/2015
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Il 10 maggio, l’edizione online del quotidiano algerino El-Khabar ha riferito che gli apparati di sicurezza algerini hanno intercettato una serie di “messaggi estremamente confidenziali scambiati tra il portavoce dello Stato Islamico (IS), Abu Mohammad al-Adnani, e uno dei comandanti della Brigata tunisina “Uqbat ben Nafi”, nonchè tra lo stesso Al-Adnani e alcuni comandanti di Ansar al-Sharia”. Questi messaggi, scambiati tramite Twitter, fanno riferimento a “centinaia di terroristi ben addestrati sui monti tunisini, provenienti da Iraq, Siria e Libia, pronti a dirigersi in Algeria”. Secondo una fonte della sicurezza algerina citata da El-Khabar, “lo scopo di questa mossa è quello di alleviare la pressione esercitata dagli eserciti e dagli apparati di sicurezza della coalizione internazionale sull’ISIL in Siria e Iraq inaugurando un nuovo fronte in Algeria, dove centinaia di terroristi di varie nazionalità si preparano a compiere attentati dimostrativi”. (nell’immagine in alto, una mappa globale delle formazioni dell’estremismo violento jihadista. Fonte: The Counter Jihad Report)

Pochi giorni dopo, lo stesso quotidiano ha riportato che gli apparati di sicurezza di alcuni Paesi del Sahel (Algeria, Mali e Niger) hanno recentemente emanato un mandato di arresto nei confronti di 21 terroristi di varie nazionalità (due tunisini, quattro mauritani, un egiziano, tre algerini, un nigerino e alcuni maliani) addestrati in Libia a compiere attentati suicidi in Algeria e Tunisia. I terroristi, appartenenti alle organizzazioni “Ansar al-Sharia”, “At-Tawhid wa-l-Jihad” e “Al-Muwaqqi‘un bi-l-dam” (“I firmatari col sangue”, formazione guidata da Mokhtar Belmokhtar), avrebbero formato un gruppo chiamato “La galassia dei martiri” (“Kawkabat al-Shuhada”) per compiere attentati in Algeria, Tunisia e altri tre Stati del Sahel (Mali, Niger e Mauritania) sotto la guida del gruppo Al-Mourabitoun. Secondo quanto riferito da alcune fonti della sicurezza ad El-Khabar, “le indagini, basate sulle confessioni di alcuni terroristi arrestati nel nord del Mali e in Algeria, hanno appurato che il Consiglio della Shura di “Al-Mourabitoun” ha lanciato l’operazione “Raid della lealtà ai martiri” contro alcuni Stati del Sahel, tra cui l’Algeria”.

É lecito supporre che il gruppo Al-Mourabitoun abbia deciso di rispondere all’appello lanciato dal portavoce dell’IS per condurre attacchi terroristici in Nord Africa formando una nuova “Costellazione di martiri” nella galassia delle formazioni terroristiche che ruotano nell’orbita dello Stato Islamico. Il 13 maggio, l’agenzia stampa mauritana Al-Akhbar  ha riferito che “il gruppo terroristico “Al-Mourabitoun”, attivo nell’area del Sahel, ha annunciato la nomina di un nuovo emiro, Adnan Abu Walid al-Sahrawi, e contestualmente ha prestato giuramento di fedeltà al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi”. Due giorni dopo, la stessa fonte ha affermato che Mokhtar Belmokhtar ha respinto il giuramento di fedeltà all’ISIL prestato da “Al-Mourabitoun” attraverso una registrazione audio di Adnan Abu al-Walid al-Sahrawi. Secondo l’agenzia mauritana, Belmokhtar ha affermato in un comunicato che “il giuramento di fedeltà a ISIL non è conforme alle condizioni e ai termini del Consiglio della Shura di “Al-Mourabitoun” e contrasta con il documento di fondazione dell’organizzazione”, legata ad Al-Qaeda.


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